Parco dei Monti sibillini

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Il Parco dei Monti Sibillini, la sua storia e cosa fare…

Visitare i comuni del Parco dei Monti Sibilllini rappresenta un’occasione unica per rivivere appieno il fascino del tempo passato e scoprire i tesori che l’uomo ha saputo preservare nei secoli per adattarsi a un ambiente naturale, selvaggio e spesso ostile.
L’esperienza del viaggio diventa così, anche sotto il profilo culturale, realmente vivificante ed indimenticabile per ogni visitatore.
Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini comprende il gruppo montuoso più elevato dell’Appennino umbro-marchigiano e la sua vetta più alta, il Monte Vettore, raggiunge i 2.479 metri s.l.m., mentre i suoi molti comuni sono distribuiti tra l’Umbria e le Marche.

Fra i comuni che meritano una visita c’è Visso, sede del Parco Nazionale. La leggenda narra che questo comune umbro del Parco, caratterizzato da un centro storico raccolto e pittoresco, sia stato fondato ben 907 anni prima di Roma e che, dal suo riconoscimento come libero comune e fino all’invasione napoleonica, fosse diviso in cinque distretti chiamati “Guaite”, comprendenti anche Castelsantangelo ed Ussita.
Non lontano, ad attrarre il visitatore, un itinerario percorribile anche in auto, le Gole della Valnerina, scavate dall’impetuoso fiume Nera, e il massiccio montuoso del M. Bove, di aspetto dolomitico.
Per la particolarità della sua collocazione va citato il paese di Arquata del Tronto, unico comune d’Europa il cui territorio è compreso all’interno di due Parchi Nazionali: quello dei Monti Sibillini a nord e del Gran Sasso e Monti della Laga a sud, già Abruzzo.
Cuore di un’importante settore del parco è Norcia, patria del Patrono d’Europa, S. Benedetto, e famosa per lo splendido centro storico.
A Preci, luogo di spiritualità, da vedere è l’Abbazia di Sant’Eutizio, fondata nel 470 d.C., in cui è nata la Scuola chirurgica preciana.

Il trekking, molto praticato in tutta l’area, è facilitato da tracciati segnati e dalle visite guidate che sono curate dalle Case del Parco.
Particolarmente interessanti sono alcuni sentieri a tema, come quello dello Zafferano, così chiamato perché ripercorre l’antica strada di coloro che portavano dall’Abruzzo l’antica spezia.

Anche l’arrampicata sportiva è molto diffusa nel parco, soprattutto nei versanti settentrionali del monte Bove.
Per la struttura morfologica e le particolari condizioni ambientali, legate alle correnti atmosferiche, il parco è il regno del deltaplano e del parapendio.

Altri sport, oltre allo sci durante la stagione invernale nella zona di Forca Canapine, sono il rafting e il canyoning lungo i fiumi.
E’ possibile scoprire, in mountain bike, molti degli ambienti più suggestivi del parco, grazie a numerosi sentieri segnalati specifici per questa disciplina.

 

Sembra quasi un locus amoenus quello in cui sorge il Santuario di Macereto, nelle alture sopra Visso, a circa 1000 metri s.l.m.. Si tratta di un complesso religioso, nei cui pressi sorgeva un tempo il castello dei conti di Fiastra.
Rappresenta la maggiore espressione dell’Architettura rinascimentale del ‘500 nelle Marche.
Risalendo lungo il fiume Nera verso l’entroterra marchigiano, ci si trova di fronte ad un vero e proprio spettacolo: il Lago di Fiastra.
Nonostante sia un lago artificiale, le sue acque sono in ogni stagione dell’anno di un azzurro cristallino in cui si rispecchiano le vette dei monti circostanti.
Di lì si possono raggiungere la suggestiva Valle dell’Acquasanta con le sue splendide cascate e la Grotta dell’orso.

Fra le numerose leggende da cui è imperniata la zona dei Sibillini, noti sin dal medioevo in tutta Europa come regno di demoni, negromanti e fate, le più famose sono quelle legate all'”Illustre profetessa” Sibilla, che viveva in una grotta sita sull’omonimo monte, e quella di Pilato secondo la quale il corpo morente del procuratore romano fu trascinato da alcuni bufali nelle acque del “demoniaco” lago, sito in una delle valli più elevate del monte Vettore.
Il paesaggio quasi lunare, a cui si arriva partendo da Frontignano con un percorso di oltre 4 ore, è assolutamente da non perdere.

 

Se decidete di visitare queste zone non dovreste andarvene senza aver assaggiato la Lenticchia di Castelluccio di Norcia ad Indicazione geografica protetta, è tipica dei piani di Castelluccio, frazione di Norcia. E’ ottima da gustare stufata solamente con acqua, sedano, aglio, sale e pepe.

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